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Villa Matuciana

Sanremo story


Storia dell'occupazione umana


L'origine della città in cui sono nata risale ad epoche molto antiche.
Le prime tracce di attività umana nel territorio sanremese si legano ai reperti archeologici rinvenuti nel castellaro di monte Bignone e datati intorno al V secolo avanti Cristo. Essi individuano il centro primigenio di una vasta aggregazione etnico territoriale ligure, che aveva il suo ambito naturale nella cerchia dei monti che circondano Sanremo.  I castellari, strutture in pietra a pianta quadrata con mura di notevole spessore, definite "ciclopiche", sono una chiara testimonianza di un insediamento pre-romano. Da queste prime forme di vita associate ha origine l'antico pagus e poi la plebes Matuciana (l'attuale Sanremo), i cui abitanti si dedicarono all'agricoltura e alla pesca. La vetta del monte Bignone, per la sua configurazione, fu un punto importante di difesa strategica nella storia politico-amministrativa del territorio; per la sua posizione dominante, ebbe una funzione vitale nella formazione della città, e fu forse la sede principale del castellum, da cui una parte di Liguri, pastori e agricoltori, si allontanò per popolare le pendici sottostanti; cessò la sua funzione quando, romanizzata tutta la Liguria, la vita si concentrò sul litorale, cambiando il tipo di economia e creando importanti e nuovi poli urbani. Alla caduta dell'Impero Romano, le città della costa si trovarono in balia delle invasioni che colpirono le coste liguri. Queste iniziarono nel  lX secolo e per duecento anni circa portarono distruzioni ovunque. Gli abitanti della Villa Matuciana si trasferirono in una località detta ancor oggi San Romolo, e solo quando i guerrieri dellaProvenza cacciarono dalle coste i saraceni e le terre divennero più tranquille, i matuziani ritornarono al piano.
Nel  medioevo il territorio sanremese passò più volte sotto varie Signorie, pertanto i confini di proprietà vennero più volte modificati a seconda dell'uno o dell'altro dominio. Il castello di San Romolo ed il suo territorio appartennero ai conti di Ventimiglia, ma il conte Corrado donò nel 1038 gran parte del feudo al Vescovo di Genova. Verso il X l l l secolo l'Arcivescovo vendette il feudo ad Oberto Doria e a Giorgio De Mari, e con i nuovi signori i confini vennero nuovamente modificati. I cambiamenti di confine, e quindi anche di proprietà, non permisero al popolo di avere un governo sufficientemente duraturo, fino all'avvento dei Doria. Fu in questo periodo di tranquillità politica che fiorirono il commercio ed in particolar modo l'agricoltura; il territorio divenne ricco e prosperoso, e quando i Doria vendettero il feudo alla Repubblica di Genova, nel 1359, esso rappresentava un possedimento di un certo valore, confermato dall'importante presenza del porto, dei traffici commerciali e delle coltivazioni. Per tutto il tempo che il territorio sanremese rimase sotto il dominio di Genova, continue ed aspre furono le rivolte del popolo contro i dominatori: le pesanti tasse imposte e la continua richiesta di nuove gabelle portarono ad una sommossa che divenne generale quando la Serenissima Repubblica volle separate la Colla (ora Coldirodi) dal Comune di Sanremo. Era l'anno 1753. La città e i paesi limitrofi fautori della rivolta, si opposero e resistettero con estremo coraggio, ma infine vennero vinti e duramente castigati dal governo della Repubblica; il castello fu raso al suolo e con esso le opere di difesa sul molo e sulle mura.
Con la rivoluzione francese e la successiva discesa in Italia dell'esercito napoleonico, il territorio sanremese infine venne unito sotto la giurisdizione delle Palme, e Sanremo ne divenne capoluogo.

Sanremo: storia di un nome
città vecchia e caratteristiche

Il nome più antico sotto il quale viene indicata Sanremo compare nel  X secolo con Villa Matuciana.  Era questo il nome delle case e delle terre della Gens Matucia, una delle tante famiglie romane insediatesi nel territorio ligure. Il felice ambiente naturale e la scarsa importanza strategica del luogo fecero sì che, già in età romana, fosse utilizzato come soggiorno; la zona pianeggiante delimitata a sud dal mare e verso levante dal torrente Foce, venne già scelta dai romani per insediarvisi. A ponente del torrente arrivava la strada romana Julia Augusta di cui ancora oggi si possono notare alcuni resti. Il cambiamento di nome da Villa Matuciana a "San Remo", (oggi si preferisce scrivere "Sanremo") è ancora poco chiaro, poiché esiste un momento intermedio in cui la località fu denominata "San Romolo".
Una versione abbastanza attendibile vuole che la Villa Matuciana in età cristiana prendesse il nome di "Pieve Matuziana", in riferimento alla chiesa originaria di San Siro, e che sorgesse ai piedi della città vecchia.
Il borgo che si andò formando nel medioevo, proprio sopra la chiesa, fu chiamato "Oppidum" (villaggio o castello fortificato) "Matuziano", fino a quando non venne chiamato castello di San Romolo, in onore del Santo morto nell' X l  secolo, ed infine San-Remo per un'alterazione avvenuta nel XV secolo.
Un'altra versione sostiene che con il nome di Sanremo fosse chiamata quella cittadina ricostruita dopo le invasioni saracene sulla collina tra le valli dei torrenti San Francesco e San Romolo, e che San Romolo fosse un altro insediamento.
La città vecchia detta la "Pigna", si trova nella parte centrale dell'attuale centro urbano arroccandosi su di una collinetta orientata a mezzogiorno e mantenendo intatti i suoi caratteri medioevali. La magia dell'antico centro urbano si arricchisce di percorsi con i noti vicoli detti "chibi" che tagliano il tessuto a raggiera, per confluire in equilibrata convergenza nel centro della città stessa.   
La città vecchia era cinta di mura, ed ancora oggi si possono osservare alcuni resti percorrendone le strade. La porta di Santo Stefano che immette nel cuore della Pigna è, con quella di San Giuseppe, fra le più antiche di questa cinta muraria: nell'interno della porta vi è un'incisione su pietra "IN CHRISTI NOMINE", posta dai monaci dello stesso Santo. La porta di San Giuseppe metteva in comunicazione il centro abitato con le zone fuori le mura.
L'architettura del centro storico è quasi tutta spontanea, scaturita dall'abilità del singolo, e solo alcuni edifici risentono dell'intervento di una mano più specializzata, come ad esempio l'Oratorio dei Dolori e gli edifici di Piazza del Capitolo e i vari portali in ardesia scolpiti in via Palma.
La città ottocentesca si estende invece sulla costa, fino ai piedi della collina, ricca di costruzioni, di alberghi, di viali con palme e giardini. È proprio nell'ottocento che Sanremo inizia il suo grande richiamo turistico che ancora oggi ha mantenuto, dovuto specialmente all'opera della Contessa Adele Roverizzo di Roccasterone, la quale si dedicò a far conoscere il nome della città alla società del tempo mediante articoli apparsi su giornali esteri. Vittorio Emanuele l   fece di Sanremo capoluogo di provincia, e sede di Intendenza e Tribunale.
Il fratello Carlo Felice, succedendogli sul trono, portò a termine la "Strada della Cornice" per compiacere Maria Cristina sua moglie, la quale, per recarsi da Genova a Nizza era solita percorrere il viaggio seguendo la costa, preferendolo alla rotta marina.
Nel 1860 venne costruito il primo e grande albergo della città, l'albergo Londra, primo di una lunga serie: l'afflusso dei forestieri cresceva con un forte ritmo, richiedendo nuovi modi di vivere e di divertirsi e nuove esigenze di spazi.
Il clima della città e le sue bellezze naturali furono ben presto note in gran parte dell'Europa, spingendo illustri europei a soggiornarvi; fra questi l'Imperatrice Maria Alessandrovna, che nel 1874 vi si fermò per tutto l'inverno, il principe ereditario di Germania Federico Guglielmo, l'illustre scienziato svedese Alfredo Nobel e in seguito molti componenti e dignitari di famiglie reali.
All'inizio del XX secolo fu costruito il Casino Municipale dall'ing. Eugenio Ferret, un complesso architettonico con spazi che si potevano adibire a funzioni diverse: dal teatro, alle sale da gioco, ai circoli privati, molto in voga in quegli anni.

Sanremo venne così ad arricchirsi di un nuovo centro di attrazione, che ancora oggi la caratterizza nel panorama turistico e mondano.


Dall'enciclopedia "La Liguria" Guido Mondani Editore & associati


 
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